Intervista a Mario Bini: un communication strategist pieno di talento!

intervista mario bini

 

Mario Bini è un giovane ed esperto communication strategist che si è prestato, con molta gentilezza, a rispondere alle nostre domande, offrendoci l’opportunità di ottenere un intervista molto interessante, che ritengo per certi versi davvero illuminante.

Le domande fatte riguardano, principalmente, le nuove forme di comunicazione che internet ci propone e gli strumenti che possono essere utilizzati, come i Social Media.

 

Intervista a Mario Bini

 

Parlaci un po’ di te e di cosa ti occupi

Su di me non c’è molto da dire: ho 21 anni (quest’anno 22) e vivo in una valigia. Ho la fortuna di lavorare, seppur così giovane, nel campo che più mi appassiona: quello della comunicazione. Da piccolo ero bravo in due cose, parlare e fare i puzzle, e in un certo senso è quello che continuo a fare. La figura professionale che più mi rispecchia si chiama “communication strategist”, letteralmente lo “stratega” della comunicazione. Nella pratica realizzo media plan per piccole e grandi aziende, individuando la migliore strategia promozionale e linea editoriale, nonché i canali adatti a meglio promuovere il prodotto o servizio in questione. Mi capita anche di fare attività di ufficio stampa o pubbliche relazioni.

 

Come pianifichi e organizzi il tuo lavoro?

La pianificazione è fondamentale in quello che faccio. Generalmente le fasi in cui organizzo il mio lavoro sono sei: definire l’identità del brand, individuare il target di riferimento, definire gli obiettivi della campagna di comunicazione, i mezzi adatti alla promozione, i parametri del piano e infine la creazione di un’immagine coordinata.

Personalmente le due cose indispensabili per poter lavorare sono il mio Macbook e l’agenda, entrambi quasi sempre con me. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare non utilizzo quasi mai strumenti di project management, soltanto un calendario online per tenere traccia dei vari appuntamenti.

 

La comunicazione con l’avvento di internet sta cambiando, come pensi possa essere sfruttata questo mutamento ai fini del marketing?

Il cambiamento di cui parli è costante. L’accelerazione tecnologica sta modificando ogni giorno il nostro ambiente e la nostra vita quotidiana (sia personale che professionale), così come i nostri schemi cognitivi e la nostra identità. Il marketing convenzionale risulta sempre più inadatto e stanno nascendo nuovi paradigmi: il nuovo marketing si basa su relazioni personalizzate con i vari clienti attraverso una profilazione che prima non era nemmeno immaginabile (Customer profiling); grazie ad internet ha acquisito una nuova forma di viralità ed un nuovo approccio attraverso i social media, basti pensare al guerrilla marketing o al marketing tribale.

Insomma, il nuovo mondo iperconnesso è sicuramente una grande opportunità per un settore come questo, sempre che si riesca a tenere il passo.

 

Quanto sono importanti i social media oggi? Come li sfrutti durante il tuo lavoro?

I social media sono ormai una parte integrante della nostra vita quotidiana. Li usiamo per condividere quello che ci accade, acquistare nuovi prodotti, tenerci in contatto con amici e conoscenti, trovare lavoro e mille altre cose. La maggioranza delle persone, specialmente sotto i 35 anni, è connessa ad internet per la maggior parte della sua giornata attraverso vari devices (tant’è che si parla di “multi-screen world”, per sottilineare come viviamo il mondo attraverso schermi sempre più diversi, dall’iPhone al computer, passando per le console per videogames). Utilizzare questi canali per mandare dei messaggi (promozionali o informativi) è imprescindibile dal successo di qualsiasi campagna. Nel mio lavoro è importante capire come per canali social diversi sono necessari un linguaggio ed un modo di porsi diversi da parte dell’azienda.

Il canale più utilizzato è sicuramente Facebook (955 milioni di utenti attivi al mese) che si presta alle più svariate tecniche di marketing, ottimo per viralizzare dei contenuti. Da non disdegnare nemmeno Twitter, coi suoi 140 milioni di utenti attivi al mese e LinkedIn (187 milioni), anche se richiedono un format totalmente diverso. Per ogni azienda o servizio da promuovere è importante individuare il giusto equilibrio tra le varie piattaforme (non vale la regola “più ne attivo più vendo”) e non è sempre facile, a volte servono lunghe analisi.

 

Ci puoi illustrare una case history dove si è vista una netta differenza tra prima, quando non veniva attuata nessuna campagna di social media, e dopo quando hai/avete impostato una campagna?

Durante uno dei miei ultimi incarichi mi è stato chiesto, assieme ad un team redazionale, di aumentare il traffico sui canali social di una società (Facebook e Twitter).

Grazie a contenuti mirati ed un media plan chiaro, siamo riusciti in un mese ad aumentare il traffico sulla pagina Facebook del 233%, e a suscitare un talk about di circa 1230 persone a settimana. Il tasso di condivisione dei contenuti è aumentato del 180% grazie anche all’integrazione di alcune applicazioni esterne. Con l’attività di marketing e advertising abbiamo raggiunto in due settimane quasi 118.000 persone.

Su Twitter invece il traffico è aumentato del 300% in un mese (da 155 a 580 followers) grazie anche all’interazione costante con testate giornalistiche e personalità note.

Come vedi si possono ottenere grandi risultati in relativamente poco tempo, devo precisare però che in questo caso il budget per la campagna marketing e advertising era medio-alto.

 

Quanto è importante il Social Media Marketing per un’azienda o un’attività?  Anche le piccole aziende dovrebbero sfruttare questo strumento?

Penso e spero di aver in parte risposto a questa domanda. Il social media marketing è uno strumento importante per massimizzare le vendite e garantire un talk about costante attorno ai propri prodotti e servizi. Non è di appannaggio esclusivo delle grandi imprese, anche le piccole aziende possono (e devono) sfruttare uno strumento così efficace. Bastano pochi giorni per vedere i primi risultati, inoltre è un tipo di marketing talmente malleabile che può soddisfare perfettamente quasi ogni tipo di impresa.

Pensa che l’85% delle persone cerca online i negozi nella sua zona e solo il 37% di essi dispone di una presenza web (di cui il 25% non viene mostrato dai motori di ricerca). Questo è un grave danno all’economia locale che potrebbe essere facilmente arginato se aumentasse la digitalizzazione di questi piccoli business.

 

Pensi che in Italia sia stata capita l’importanza di Internet come strumento marketing? E pensi che questo possa essere considerato un vantaggio (o svantaggio) per chi lavora sul web?

Penso che in Italia ci siano alcune tra le migliori menti del pianeta, e che si, l’importanza di Internet come strumento marketing (e non solo) sia stata finalmente capita. Per chi lavora sul web questo è senz’altro un vantaggio: la grande corsa al mondo digitale ha portato maggiori concorrenti ma anche maggiori possibili clienti.

 

Quale pensi che sarà il futuro del social media marketing?

Il social media marketing è un settore relativamente giovane, che ancora deve definire appieno le sue reali capacità. Non so dire cosa riserverà il futuro, sicuramente nuove applicazioni, occasioni di contaminazione, diffusione e fruizione dei contenuti in maniera mai vista in precedenza. L’ambiente digitale e quello fisico interagiscono insieme in modo sempre più costante, fino a farci perdere la cognizione del nostro essere “online” o “offline”. Il social media marketing non può che essere un giocatore sempre più importante nella definizione del commercio del futuro.

 

 

Ringraziamo Mario Bini per aver risposto alle nostre domande, offrendoci degli spunti molto interessanti su cui riflettere.

Se volete seguire Mario Bini potrete farlo visionando il suo sito web.

 

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