Essere Semplici: Scrivere per tutti o per se stessi?

scrivere semplice

Introducendo il discorso con una bella immagine di Italo Calvino, voglio parlarti di quello che vuol dire “essere semplici”, sopratutto quando si scrive.

Voglio parlarne perché, a volte, chi scrive e lavora come copywriter cade in errore poiché non rispetta questa prima regola, che, invece, deve essere considerata fondamentale da qualunque comunicatore.

Quando scriviamo, per chi lo facciamo?

Lo facciamo per noi stessi, per sentirci dei grandi scrittori? Oppure lo facciamo per tutte le persone che come te stanno leggendo in questo momento?

Quando scrivi, devi sempre pensare al tuo obiettivo finale, che deve essere quello di comunicare in maniera semplice e chiara una informazione.

A riguardo vorrei proporti un esempio fatto da Italo Calvino, che sono sicura ti farà sorridere ed allo stesso tempo riflettere, poiché nasce da fatti che avvengono ancora oggi nella comunicazione sopratutto scritta e di cui, ancora oggi, difficilmente riusciamo a liberarcene.

Si tratta di un articolo che Calvino scrive in un giornale, Il Giorno, nel 1965. Fa parte di un interessante dibattito aperto da Pier Paolo Pasolini sull’uso e le condizione della lingua italiana.

Italo Calvino racconta:

scrivere semplice aneddoto italo calvino

Non nascondo che mi scappa un sorriso ogni volta che rileggo; credo che faccia capir bene come si tende, troppo spesso, a complicare l’italiano. 

La nostra lingua rientra tra le lingue più complesse che esistono al mondo, sopratutto per il numero pressoché infinito di parole, di regole e delle eccezioni alle regole. Perché complicarla ulteriormente? 

L’esempio visto fa ben capire come si tende a complicare un messaggio molto semplice, solo per cercare di far trasparire un vago senso di autorità burocratica. 

Una mia docente di un corso di formazione disse una volta una frase che ricordo e cito ancora oggi con piacere:

L’Italia, prima di far procedere le cose, deve far passare tutto dall’ufficio di complicazioni affari semplici.

E lo stesso vale anche per l’utilizzo della nostra lingua italiana!

 

Essere semplici per far capire a tutti

  • Sapevi che il 10% di italiani conferma che non possiede alcun libro a casa?
  • Sapevi che 1 giovane su 4  non conosce termini come: “remunerativo” o “a domicilio”?

Sono decisamente dati che rattristano ma si tratta della dura verità.

Insomma, possiamo confermare che non siamo proprio il popolo che ha questa gran cultura.

Ti do queste informazioni per farti capire l’importanza di scrivere per tutti. Il che vuol dire che per spiegare anche i concetti più complessi dovrai usare semplici frasi che possono essere recepite da chiunque.

Di certo non bisogna neanche generalizzare, va tutto bilanciato anche in base al tipo di pubblico per la quale stai scrivendo. Se scrivi un libro di fisica applicata, sono certa che l’utilizzo di parole specifiche e di formule particolari non turberà nessuno.

Visto che sono in vena di aneddoti, voglio raccontartene uno di Indro Montanelli, uno dei più noti giornalisti italiani. Quando Montanelli andò negli Stati Uniti per apprendere i meccanismi del giornalismo americano, gli venne chiesto, come uno dei primi incarichi, quello di scrivere dieci righe riguardo la visita del presidente Roosevelt.

Così eseguì l’articolo e lo mostrò al caposervizio che lesse l’articolo che iniziava così:

“Stamattina alle 11.45, Roosevelt è sceso all’aeroporto…”

Il caposervizio si fermò e chiese a Montanelli chi fosse Roosevelt. Stupito, gli  rispose: “Il presidente degli Stati Uniti!” ed il caposervizio gli disse: “Io lo so, tu lo sai, ma il lattaio dell’Ohio non è tenuto a saperlo!”

Da quel momento Montanelli scrisse indirizzando i suoi articoli pensando sempre a quel lattaio dell’Ohio.

Lo stesso vale per noi scrittori, anche a quelli come noi, che scrivono sul web. Dobbiamo sempre pensare che il nostro articolo debba essere letto da chiunque e se vogliamo dare un messaggio che raggiunga tutti dobbiamo essere semplici!

 

Per concludere, il mio consiglio è quello di non complicarsi la vita quando si scrive, piuttosto scrivere nella maniera più semplice possibile, un po’ come se dovessi parlare ad un amico. Vedrai che il risultato sarà un bel testo, leggibile e che spiega i concetti chiaramente!

 

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1 commento
  1. La chiarezza è davvero importante!
    In un corso online per articolisti e giornalisti avevo letto anche che, per risultare più chiari, dovremo scrivere frasi che non contengono più di 18 parole (in linea generale). In questo modo non si rischia di far perdere il filo del discorso al lettore, cosa che, purtroppo, capita di frequente leggendo gli articoli.
    Ottimi consigli comunque, li terrò certo a mente :)

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